Nicola D’Amore

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Nato a Roma il 20 luglio del 1952 è poeta e pittore. 

CALICE AMARO

Calice amaro di un dolce veleno

ruscelli di vetro mi invitano a sé

lame di ghiaccio mi passan la carne

un mare salato si impossessa di me.

Arido sole dissecchi la fonte

bruci le pietre, dissolvi la vita

violino arcano dai suoni profondi aleggi

la musica dei miei giorni lontani.

Terribile tenaglia, equilibrio indefinito

consapevolezza di dare e possedere

senza domani.

Vivere la vita in tutti i suoi ingredienti

lacrima mi scende di puro sentimento

Questi pensieri

verità della mia mente

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QUERCIA

Quercia

ti innalzi con mille rami

a prendere il cielo

tuo perenne tormento

Decenni tu sprechi

per un sogno proibito

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Anna Bonarrigo

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ANNA BN

Biografia: Anna vive in un paese bagnato dal mar Jonio, l’innata passione per la poesia cresce con lei e nel 2009 nasce una raccolta al Parco letterario S.Quasimodo: “Il viaggio dentro l’anima”.
L’anno successivo si aggiudica il secondo posto al premio nazionale “Colapesce” e nel giugno 2011 “Familias Siciliana de Panarà”, giornale argentino, diffonde le sue poesie mentre la rivista d’arte “Peloro 2000” le assegna il premio critica.
Nel maggio 2012 si aggiudica il primo posto insieme al pittore Alfonso Restivo al concorso “Poesia & Pittura” con la poesia dalla quale prenderà il titolo il suo primo libro edito. Diversi quattro mani sono presenti nella silloge “Poetando con lo specchio in camere di Antonella Soddu ed una citazione apre un capitolo di “Viaggio nell’acqua di Paolo Lazzaro Capanni.
Il prof. Antonio Ucchino la definisce poetessa innamorata dell’amore” nel suo libro “Locadi” (libro che testimonia le realtà locali). Nell’ottobre del 2012 ” Lettere Animare” editore, pubblica “Il calore e la paura”, poesia e prosa con alcune traduzioni in francese dalle tinte decise della passione recensito dal critico letterario Enrico Marco Cipollini che nota la profondità degli scritti della poetessa. Libro che presto verrà selezionato dall’associazione “ARTETREMILA” assegnandole il premio internazionale come migliore opera poetica del 2012. Nel giugno 2013 Anna viene fregiata dal “Premio donna Siciliana”, per la sua poesia “profonda, meditativa e sorprendentemente spontanea”. e la rivista russa Sura le dedica alcune pagine-
Il 2014 è un anno molto ricco di novità editoriali e dopo la recensione alla raccolta di Camillo Lanzafame, viene selezionata nell’antologia poetica: “Venti di versi” e prende parte
a due prestigiosissime antologie critiche letterarie:”Oltre Itaca radendo il cielo” e “La lampada di Aladino”. Finalista al concorso il “Il federiciano” viene inserita nella omonima raccolta poetica e ancora una volta selezionata nell’antologia biografica “Vivo da poeta”.

Poesie

L’IMMENSO SENZ’ALI

Cerchi il mio viso
perso in mille corridoi stretti
dove lasciai cadere frammenti d’anima.
Non sono morta sai?
Ancora amo dentro
al mio involucro di carta
e appendo ciò che resta della ragione
per ritrovarla in fretta.
Tu che non sai piegare le ginocchia
irrigidite dal tuo orgoglio,
assaggia questo cuore
che pulsa di vita
perpetuata dentro se stessa.
Sazieresti quella fame
che svuota il tuo ventre,
quella sete di nettare d’essenza,
arriveresti a sentirmi.
Nulla può contenere quell’immenso senz’ali
che mi colma dentro.
Rinasco dalle mie stesse mani
che bramano altra terra
smaniose d’afferare il sole
e con occhi forti
tramutar le lacrime
in un sorriso.

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LA MUSA
Immolarmi in Te,
anima mia,
questo m’è dato,
quest’estasi d’atroce delizia,
d’infame piacere
bramarti e morirti dentro
sfiorarti porgendoti il cuore.
Pugni di vento
in quest’alba che muore,
rinasco maestosa
fra fulmini che squaciano il cielo
e silenzi fatti di pianto.
In me la follia e la ragione,
la vergine scalza,
la gitana selvaggia
in passi slegati
ed inerti movenze,
di venti calmi
e tempeste furiose.
Alzati e schiantati illesa,
donati contro ai fendenti,
non temi ferite,
inghiotti quei fiumi ormai vuoti
ed esondi oltre le chiome più alte
in alture invisibili.
Oh, se t’avvessi toccata,
potessi esserti amante,
parlami ancora
t’ascolto mia musa,
t’accarezzo il ventre
ed aspetto che nasca la vita.

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L’ODORE DEL VENTO

L’odore del niente,
del tutto.
Esalo la vita
e la morte.
Il passaggio d’un anima sola,
il ricordo del dorso nudo della passione
delle spalle ricurve
tra le rughe del pensiero.
Immobile crepuscolo
tace e poi vola.
Sul ponte di legno
della vita. odo voci smarrite
fra l’essenza d’agrumi
e la brezza della sera
Scuote quel vento
emissario d’amore
oltre il confine d’un sogno.
Per cielo e per terra
trova aria un respiro
e in esso l’eterno tace.
Nell’attimo una foglia muore
ed un seme attecchisce,
è li che nasce la vita
e muore la morte.

♪♫•*¨*•.¸¸❤¸¸.•*¨*•♫♪

Alessandro Lemucchi

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Biografia: Sono nato a Tivoli nell’aprile del 1955, in una città carica di storia ed arte, le nostre ville ( villa Adriana e villa D’ Este) sono famose in tutto il mondo
Fin da bambino, mi piaceva sognare, a sette anni appena imparato a leggere, mi misi dietro a mio padre per farmi comprare l’enciclopedia dei ragazzi De Agostini (a quel tempo le enciclopedie si vendevano nelle strade) ricordo che la prima cosa, che lessi furono i racconti della mitologia greca.
Nel tempo ho letto di tutto e anche se, negli studi, ho preso un indirizzo commerciale, la letteratura classica mi è sempre piaciuta, ma la mia vera passione è la fantascienza ed il fantasy.
Nel mio lavoro sono sempre stato molto creativo nel realizzare progetti e nel trovare soluzioni architettoniche. Nel 2004 ho avuto un incidente, dopo il quale non mi è stato più possibile lavorare, superato il primo periodo di depressione, mi sono rifugiato nella fantasia, ho iniziato a mettere i miei pensieri su carta a penna e non con il computer, ancora adesso scrivo prima su un quaderno e poi copio. Ho scritto racconti e un romanzo, nel tempo mi sono avvicinato alla poesia con l’intento di fissare l’emozione e gli stati d’animo.
Scrivo con la speranza di reinventarmi, per dare uno sbocco creativo alla mia immaginazione, perché sono una persona orgogliosa, che non accetta di essere sconfitto dalle avversità.
Sono un estroverso e sognatore ed ho rivolto la mia creatività nello scrivere storie.
Ho un difetto, quando devo descrivermi, non so cosa dire. Ho chiesto aiuto ad una mia amica di farlo per me, ecco cosa dice:
Scrivere di una persona è un’impresa a dir poco impossibile perché, per quanti sforzi si possano fare, la vera natura di un essere complesso com’è, l’umano è veramente difficile. Ed è con questo stato d’animo, che mi accingo a dire poche parole su una splendida persona quale è Alessandro Lemucchi. L’ho conosciuto su facebook un paio d’anni fa, siamo entrati in sintonia quasi subito e da questo feeling è nata una bella amicizia.
So che la sua vita, non è stata sempre facile, specialmente dopo l’incidente, ma la sua voglia di vivere, il suo volersi mettere in gioco senza mai arrendersi gli hanno dato la spinta per andare avanti nonostante le batoste. E’ sempre stato un creativo, nel lavoro prima nello scrivere adesso, dando a chi lo legge la possibilità di evadere con la mente in mondi fantastici, oserei anche definirlo un uomo d’altri tempi compito, corretto, educato e rispettoso, non voglio che si pensi a lui come a un angelo, i suoi momenti neri li ha avuti e ne avrà ancora, come ognuno di noi, ma anche così non l’ho mai sentito imprecare. Cosa dire ancora sono onorata di averlo conosciuto e di aver potuto assistere alla nascita di alcune sue opere tra romanzi e poesie, gli auguro tanta fortuna e tutto il bene del mondo, possano le Muse accompagnarti sempre.
Questo inserto potrà farmi sembrare presuntuoso, l’ho messo perché, se ho donato qualche emozione con i miei scritti, già mi basta, anche se non avrò il piacere di vederli in libreria.
Questo sono io.

Poesie

È dunque questa la morte

Le tempie incanutite
nel silenzio la folta chioma
ha solo bianche striature ingiallite
incatenate a un’esistenza monocroma
fremono le membra indebolite.
Giorni immutabili
il tempo scorre tiranno
affossa speranze defìli
di sogni che sole non avranno.
Un pensier m’assale
ribelle e scalpitante
avanza irrazionale
luce accecante
della memoria antica s’avvale.
È questa dunque la morte
per quanto si cerchi con insistenza
è sempre Lei a decidere la sorte.
Arcano il suo disegno
disseminato di sentieri contorti
a cui senza capir non mi rassegno
i suoi insegnamenti voglio assorti
per trarre risposte cui abbisogno.
Tre volte ha rimandato
il fatale incontro
a dubbio atroce fui condannato
della solitudine ho fatto antro.
A scontar di vite passate le malefatte
vuole ancor su questa terra io sia
e all’alma le immonde azion detratte
al fin dell’universo comprender poesia.

Anna Maria Vernuccio

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10532921_10202675828845364_1655260127372486922_oBiografia: Da bambina mia madre mi chiamava “topolino”, perché ero sempre rintracciabile in qualche angolo di casa a leggere qualche libro, con i miei occhialini da riposo (obbligatori, dato il troppo leggere).
Nata a Napoli 65 anni fa, lì ho completato gli studi tecnici, con l’intento di accedere alla svelta al mondo del lavoro per affrancarmi dalla famiglia e ottenere l’indipendenza. Ho finito col fare la mamma (di un’unica e bellissima figlia) e la moglie a tempo pieno.
Oggi ho scoperto che, oltre a leggere i libri con piacere, mi piacerebbe scriverne uno mio, ma per ora “scribacchio” delle poesie e dei racconti brevi con i quali partecipo a qualche gara. Non ne ho vinto ancora nessuna, ma ho avuto qualche bel piazzamento.
Pubblicazioni in varie Antologie con Bravi Autori “L’Anno della Luce”, Storie vagabonde, “Post”office, Racconti in cucina, Vivo da Poeta, e Dritto al cuore (a scopo benefico),I Sogni sono come le farfalle.
Chi l’ha detto che a 65 anni non si può ancora sognare?

Poesie

Allo specchio

Mi guardo allo specchio
e ciò che vedo non mi piace!
Non certo l’aspetto, il viso, le rughe…
Lo so son cambiata e lo do per scontato.
Io guardo i miei occhi e
assente è la luce che un tempo vedevo,
quel sorriso che ornava il mio volto.
Quante promesse non mantenute,
quanti sogni non realizzati,
ed ognuna di queste cose ha mutato
il mio aspetto attuale.
Mi guardo allo specchio
e in quel che vedo non leggo futuro,
ma tutto sembra uguale
a chi guarda soltanto con gli occhi.
Ho bisogno di qualcuno
che mi guardi incantato,
con l’amore nel cuore ,
e sei tu che puoi farlo.
Ho ancora così tanto
da dare ai miei cari,
sorrisi ed abbracci da dispensare,
lacrime da asciugare e parole per confortare.
Mi guardo allo specchio e penso…..
forse se entra un raggio di sole
splenderanno di nuovo i miei occhi
di pagliuzze dorate!

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Una nuova rete

Ho visto sulla spiaggia
un vecchio pescatore che,
con gesti lenti e precisi,
dipanava una rete e
con pazienza e precisione
rattoppava grossi buchi.
Sembra che la sua stessa vita
sia riposta nel lavoro
affidato alle sue mani.
Come simile al suo
vedo il mio lavoro!
L’impegno costante
che metto nel rappezzare
i brandelli della mia vita.
Sarà la nuova rete
a darmi le occasioni
per crearmene una nuova.

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I ricordi

Ero immersa in un sogno
e correvo, correvo,
sollevando polvere nel vento,
chiamando il tuo nome.
Udivo l’eco della mia voce
che urlava al mondo
la mia solitudine.
Quanto tempo è passato
e ancora allungo la mano,
in questo letto troppo grande,
a toccare il vuoto
che tu hai lasciato.
Avevo ancora tante cose da dirti,
ma “c’è tempo” pensavo e invece
ora che non ci sei più,
mi rimangono solo i ricordi
a cui attingere la forza
per non cadere nel baratro
della mia incompletezza.
Li ho racchiusi in uno scrigno
per ricordare e non dimenticare
e mi aggrappo al silenzio
reinventando le parole
che il tempo ha ormai cancellato.

Viviana Noce

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 viviana noce

Biografia: Viviana Noce nasce 42 anni fa in una meravigliosa quanto nuragica isola chiamata Sardegna, ricca di profumi e paesaggi contrastanti. E come la sua Madre Terra narra, lei stessa è un fiume contraddittorio di irrequietezza e calma, di parole e silenzi, di chiusura ed apertura. La poesia, come metro di espressione, come respiro che si insinua per trovare una naturale ed autorevole espressività, come urlo silente frantumante gli specchi interiori, come pace dopo l’uragano. Pubblica una silloge personale dal titolo “Gocce di inchiostro” per la casa editrice Albatros nel 2011. Per Pagine editrice, fa parte delle collana dedicate ai Poeti Contemporanei. Nel frattempo viene selezionata nel 2013 per il concorso “Provincia cronica” con il componimento “Scivola via”. Attualmente in uscita presso la Montecovello Editore nell’Antologia “Vivo da poeta” e in continua ed instancabile produzione.

POESIE

Non ho avuto il coraggio.
Per ogni vortice che ho speso per ripararmi dietro al nulla.
Non ho avuto il coraggio.
Per tutto il vuoto che ricerco per saltare e volteggiare in aria, come un libellula trasparente.
Non ho avuto il coraggio.
Per ogni raggio di sole che mi scalda il cuore e che fisso dentro agli occhi.
Perchè? Il tuo sorriso è così greve da farmi rinascere?
Perchè? Traspaio ogni volta che discendo dai monti, per toccare di nuovo la terra?
Perchè? Ogni volta che ti accolgo vorrei essere madre e figlia, per accarezzarti il volto e amarti, fino a compiangermi?
Stringimi le mani. Fino a farmi sanguinare.
Chè la gioia tua non tramuti la luce in buio.

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Appesa ad un ombrello.
Volo appresso alle nuvole.
“chè di sopra il cielo è limpido” – mi dico.
“chè il vento sarà dolce e atterrerò ove gli spazi aperti accolgano la mia incertezza come invisibile particella atomica che pretenda di scaricare pioggia, mentre altro non sono che una foglia stropicciata”.
“chè non esisto se non per queste stesse nubi che mi rendano gonfia da non farmi vedere i piedi, sinchè il borbottio dei tuoni non divenga riso, sulle mani accoglienti e amorevoli di una nuova alba”.

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Ti copro.
Sulle dita. Sul capo. Sul cuore.
E tu abbandona.
Le tue braccia stanche.
Di nuvole passeggere.
Di madide lenzuola al corpo avvolte.
Di freddo che geme, tra le ossa e le vene.
Abbandona.
Il capo tuo.
Al ventre mio.
Che altro non desidera che accoglierti.
Travolgerti di mani ed occhi .
Stringerti e con occhi chiederti: “abbandonati a me e non chiedermi di che colore è l’amore. Il mio, per te, ha il colore degli occhi tuoi”.

 

Il Progetto

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Inizia un progetto che vuole essere una vetrina per chi, superando mille difficoltà e spesso l’indifferenza delle case editrici, si ostina a voler scrivere poesie.

La poesia è un mezzo di comunicazione che può sembrare ormai sorpassato, ma a ben riflettere proprio le sue caratteristiche di sintesi possono realmente essere la carta vincente nel proporsi a lettori sempre più frettolosi e meno propensi  letture farraginose e infinite.

E’ questo uno spazio aperto a tutti i poeti.

Inviate le vostre poesie , una foto e una vostra breve biografia a

marielisamuglia@gmail.com