Alessandro Lemucchi

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Biografia: Sono nato a Tivoli nell’aprile del 1955, in una città carica di storia ed arte, le nostre ville ( villa Adriana e villa D’ Este) sono famose in tutto il mondo
Fin da bambino, mi piaceva sognare, a sette anni appena imparato a leggere, mi misi dietro a mio padre per farmi comprare l’enciclopedia dei ragazzi De Agostini (a quel tempo le enciclopedie si vendevano nelle strade) ricordo che la prima cosa, che lessi furono i racconti della mitologia greca.
Nel tempo ho letto di tutto e anche se, negli studi, ho preso un indirizzo commerciale, la letteratura classica mi è sempre piaciuta, ma la mia vera passione è la fantascienza ed il fantasy.
Nel mio lavoro sono sempre stato molto creativo nel realizzare progetti e nel trovare soluzioni architettoniche. Nel 2004 ho avuto un incidente, dopo il quale non mi è stato più possibile lavorare, superato il primo periodo di depressione, mi sono rifugiato nella fantasia, ho iniziato a mettere i miei pensieri su carta a penna e non con il computer, ancora adesso scrivo prima su un quaderno e poi copio. Ho scritto racconti e un romanzo, nel tempo mi sono avvicinato alla poesia con l’intento di fissare l’emozione e gli stati d’animo.
Scrivo con la speranza di reinventarmi, per dare uno sbocco creativo alla mia immaginazione, perché sono una persona orgogliosa, che non accetta di essere sconfitto dalle avversità.
Sono un estroverso e sognatore ed ho rivolto la mia creatività nello scrivere storie.
Ho un difetto, quando devo descrivermi, non so cosa dire. Ho chiesto aiuto ad una mia amica di farlo per me, ecco cosa dice:
Scrivere di una persona è un’impresa a dir poco impossibile perché, per quanti sforzi si possano fare, la vera natura di un essere complesso com’è, l’umano è veramente difficile. Ed è con questo stato d’animo, che mi accingo a dire poche parole su una splendida persona quale è Alessandro Lemucchi. L’ho conosciuto su facebook un paio d’anni fa, siamo entrati in sintonia quasi subito e da questo feeling è nata una bella amicizia.
So che la sua vita, non è stata sempre facile, specialmente dopo l’incidente, ma la sua voglia di vivere, il suo volersi mettere in gioco senza mai arrendersi gli hanno dato la spinta per andare avanti nonostante le batoste. E’ sempre stato un creativo, nel lavoro prima nello scrivere adesso, dando a chi lo legge la possibilità di evadere con la mente in mondi fantastici, oserei anche definirlo un uomo d’altri tempi compito, corretto, educato e rispettoso, non voglio che si pensi a lui come a un angelo, i suoi momenti neri li ha avuti e ne avrà ancora, come ognuno di noi, ma anche così non l’ho mai sentito imprecare. Cosa dire ancora sono onorata di averlo conosciuto e di aver potuto assistere alla nascita di alcune sue opere tra romanzi e poesie, gli auguro tanta fortuna e tutto il bene del mondo, possano le Muse accompagnarti sempre.
Questo inserto potrà farmi sembrare presuntuoso, l’ho messo perché, se ho donato qualche emozione con i miei scritti, già mi basta, anche se non avrò il piacere di vederli in libreria.
Questo sono io.

Poesie

È dunque questa la morte

Le tempie incanutite
nel silenzio la folta chioma
ha solo bianche striature ingiallite
incatenate a un’esistenza monocroma
fremono le membra indebolite.
Giorni immutabili
il tempo scorre tiranno
affossa speranze defìli
di sogni che sole non avranno.
Un pensier m’assale
ribelle e scalpitante
avanza irrazionale
luce accecante
della memoria antica s’avvale.
È questa dunque la morte
per quanto si cerchi con insistenza
è sempre Lei a decidere la sorte.
Arcano il suo disegno
disseminato di sentieri contorti
a cui senza capir non mi rassegno
i suoi insegnamenti voglio assorti
per trarre risposte cui abbisogno.
Tre volte ha rimandato
il fatale incontro
a dubbio atroce fui condannato
della solitudine ho fatto antro.
A scontar di vite passate le malefatte
vuole ancor su questa terra io sia
e all’alma le immonde azion detratte
al fin dell’universo comprender poesia.