Le Rose di Eusebia

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Le Rose di Eusebia

Recensione di Melissa Biancamano

E’ un romanzo particolare quest’ultimo lavoro di Claudio Secci. “Le rose di Eusebia” edito da Montecovello, si presenta subito originale in quanto a struttura: l’intreccio di tre storie parallele che a prima vista nulla hanno in comune se non il luogo in cui si svolgono, il borgo d Buti, graziosa cittadina in provincia di Pisa.

Affrontando la lettura ci si trova alle prese con una sorta di romanzo storico che con dovizia di particolari, tutti storicamente esatti anche se romanzati, segno inconfondibile di un paziente lavoro di ricerca effettuato dall’autore, ci racconta la storia di un giardiniere perdutamente innamorato della cuoca. Sembra una qualsiasi storia d’amore, e invece no. Il sentimento si evince dai fatti narrati, il ritmo è quello di un romanzo d’azione più che di un romantic. La storia d’amore, seppure fondamentale nel romanzo stesso, diviene quasi il pretesto per una narrazione intrisa di thriller, mistero e qualche nota esoterica che non guasta. Il tutto con una parsimonia narrativa che non è facile trovare di questi tempi. Con un salto temporale di quasi tre secoli, ecco che “Le Rose di Eusebia” diviene quasi un real. raccontando al lettore il mondo confuso e corrotto di una starlet in cerca di gloria tra sfilate e passaggi tv e quello precario e disilluso di un giovane freestyler in cerca di lavoro. E’ un immergersi nella realtà quotidiana che potrebbe appartenere ad ognuno di noi, ad un figlio, ad un’amica, al vicino di casa. L’autore ci propone i suoi personaggi con un tono familiare e benevolo, cercandone le qualità umane al di là di ogni finzione che la loro stessa vita impone ad entrambi. Scopriamo così un mondo post adolescenziale (i due protagonisti hanno poco più di vent’anni) che quasi si rifiuta di confrontarsi con un mondo adulto che non lo accoglie e non ne capisce le esigenze. Famiglie tradizionali che vedono nei loro figli dei fallimenti propri, che non capiscono il loro bisogno di emergere, di essere unici, di uscire dal branco. Un mondo diverso da quello dove si muove Coluccio, il giardiniere della Villa di Buti, protagonista della parte “storica” del racconto. Il mondo di Coluccio è un mondo semplice, fatto di gerarchie sociali, dove ognuno ha ben chiaro il suo ruolo e non pensa minimamente a modificarlo. Se non per un istinto naturale d’amore. Infatti Il giardiniere, ligio al dovere e sempre disponibile e riconoscente al padrone, inizia a desiderare una vita diversa innamorandosi di Eusebia. Ma la propria vita non può essere cambiata e di questo dovrà purtroppo prenderne atto con estrema sofferenza. Ci penseranno tre secoli dopo i ragazzi di Buti, a rendere giustizia a Coluccio ed Eusebia. Come? Questo fa parte del mistero del libro e bisognerà leggerlo per scoprirlo.

Stilisticamente l’intreccio delle storie è ottenuto con un’originale progredire della trama che mette sullo stesso piano tutti e tre i protagonisti. La progressione temporale non è unitaria. I tre racconti, possiamo dire le tre vite, si intrecciano procedendo ognuna singolarmente per poi fondersi alla fine del libro. Di ognuna delle tre storie potrebbe essere ricavato un romanzo a se tanto sono ben definiti ambienti, personaggi e situazioni. Anche il ritmo e lo stile di scrittura cambia e si modifica in base al racconto affrontato, per cui accanto ad un dialogo ossequioso e datato, che usa termini a volte dialettali e arcaici (Coluccio), troviamo lo slang giovanile del freestyler e i dialoghi esageratamente finti del mondo patinato della moda, costruiti con grande abilità dall’autore a sottolineare la mancanza di valori e profondità.

In generale “Le Rose di Eusebia” è un libro difficile da dimenticare dopo averlo letto. Tutti e tre i protagonisti ci restano nel cuore e quasi vorremmo leggerne un seguito, per continuare a conoscere la vita di quelli che, non appena riposto il libro nello scaffale, resteranno come amici di cui raccontare.

Melissa Biancamano per Scrittura e Scrittori blog

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BiografiaClaudio Secci è nato a Torino nel 1979. Un’adolescenza molto travagliata fatta di cambi di residenza continui lo porta presto a confrontarsi con un periodo di crisi esistenziale e di disagio sociale, che lo ispira per il suo primo romanzo saggistico, stilato nel ’98 ma poi pubblicato soltanto nel 2010, dal titolo “Il profumo del sentimento”. Da quel momento la produzione letteraria di Claudio viaggia a ritmi incessanti, con un libro pubblicato all’anno, nonostante la sua professione abituale sia quella dell’informatico. Claudio abita attualmente a Torino ed è sposato con Francesca da quattro anni. Da allora, rende noti tutti i suoi scritti tenuti nel cassetto o di nuova concezione con dei volumi innovativi per genere e stile, di grande immediato successo. Con “Le rose di Eusebia” Claudio giunge così alla sua quinta pubblicazione, orientata come per gli altri suoi componimenti verso la ricerca di una nuova forma di comunicazione e di quel romanzo che riesce a vincere le ristrettezze della pagina e a coinvolgere il lettore in una rocambolesca avventura sensoriale.

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Il Libro: Le Rose di Eusebia

Montecovello 2014

pag. 314

             ISBN 9788837335435