COME OMBRE AL VENTO

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Domenico Rattenni è senza dubbio uno spirito libero, libero nel vero senso della parola, ossia senza àncora di sicurezza e senza  pregiudizi, anzi senza “giudizi”.

E da spirito libero quale è lo troviamo in queste poesie fortemente legato alle sue esperienze di vita, ai suoi ricordi, alle mille e più realtà con le quali è venuto in contatto.

Storie quotidiane che hanno in sé lo straordinario di una umanità profonda e senza retorica.

Uno sguardo semplice, che osserva, che partecipa, che è compagno e fratello.

Uno sguardo a volte stupito di se stesso, ma mai di ciò che ha intorno, perché ogni incontro per Domenico è un tesoro che lo arricchisce, che lo completa, in cui riconoscersi e a volte perdersi.

C’è malinconia nei suoi versi e c’è rabbia. C’è la scoperta della sua stessa anima nel confronto con le anime che incontra. E c’è emozione. La sua e quella di chi legge. La sua e quella di chi sta vivendo le sue storie.

Domenico è pittore e fotografo oltre che poeta. E ciò viene alla luce non soltanto dalla mancanza di titoli delle sue poesie, che vengono da lui identificate con una data e un orario, come fossero scatti della sua macchina fotografica, ma anche dall’uso dei chiaroscuri nel procedere delle parole. C’è luce intensa in ciò che scrive e ci sono ombre buie profondissime.

Le “ombre” che sono dentro di lui e il “vento” che scuote ciò  che è nella speranza che divenga altro.

Domenico ci accompagna lieve all’interno del suo mondo, come lieve entra nel mondo che ha intorno.

Ci accompagna e non giudica, non “moralizza”, non è l’altro…

E a noi che lo leggiamo regala la libertà di essere lui per una volta e per tutte le volte che riprenderemo in mano le sue poesie. Perché le rileggeremo più e più volte. Le rileggeremo ogni volta che avremo bisogno di ricordarci che la vita, oltre gli schermi di pc, smartphone e tablet, è un’avventura difficile e terribilmente affascinante se la si affronta con l’umiltà di essere uomo in mezzo agli uomini, senza ipocrisie e perbenismi.

Tutti noi siamo “ombre al vento” anche se pensiamo di essere fermi e stabili nella nostra realtà. Tutti noi, per una volta, dovremmo avere il coraggio di guardarci intorno con occhi puri, umani, senza sovrastrutture.

Domenico lo fa. E offre a noi la possibilità di farlo attraverso i suoi occhi.

Maria Elisa Muglia

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Nicola D’Amore

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Nato a Roma il 20 luglio del 1952 è poeta e pittore. 

CALICE AMARO

Calice amaro di un dolce veleno

ruscelli di vetro mi invitano a sé

lame di ghiaccio mi passan la carne

un mare salato si impossessa di me.

Arido sole dissecchi la fonte

bruci le pietre, dissolvi la vita

violino arcano dai suoni profondi aleggi

la musica dei miei giorni lontani.

Terribile tenaglia, equilibrio indefinito

consapevolezza di dare e possedere

senza domani.

Vivere la vita in tutti i suoi ingredienti

lacrima mi scende di puro sentimento

Questi pensieri

verità della mia mente

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QUERCIA

Quercia

ti innalzi con mille rami

a prendere il cielo

tuo perenne tormento

Decenni tu sprechi

per un sogno proibito

Scrittura e scrittori riprende le pubblicazioni

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Un anno di silenzio. Un anno in cui sono successe molte cose. Il lavoro di ghost writer mi ha assorbito completamente e non sono riuscita a seguire il blog come avrei voluto. Adesso riprendo dove avevo lasciato sperando che continuerete a seguirmi come prima. In attesa di un nuovo sito e tante altre novità.

Otto parchi letterari di Sicilia – Un tour attraverso i luoghi dei grandi scrittori siciliani per riassaporare tra tradizione e immaginazione i paesaggi della letteratura

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Sicilia bedda, Sicilia di sole, amore e povertà. Ma soprattutto Sicilia, terra di narratori e poeti che ispirò versi e storie e di questi ne fa patrimonio.

La “Trizza” di Verga, la Siracusa di Elio Vittorini, la splendida Agrigento di Pirandello o quella immaginaria cittadina di Regalpetra, la Racalmuto di Sciascia, fatta di scuole e parrocchie: per chi volesse rivivere, non più solo con la fantasia, i luoghi che hanno ispirato le opere dei grandi scrittori siciliani del Novecento, ecco alcuni dei più suggestivi parchi letterari della Sicilia.

Primo fra tutti, dalla punta dell’Isola, il “Parco Letterario Horcynus Orca” dedicato a Stefano D’Arrigo, scrittore di Alì Terme, Messina. Dal percorso seguito dal protagonista del famoso romanzo di D’Arrigo, ‘Ndrja, il parco abbraccia tutta l’area dello Stretto di Messina, la piana di Gioia Tauro, le Isole Eolie e l’Etna. Un percorso ideale per chi vuole concedersi viste mozzafiato o scenari tipici siciliani con feluche e pescatori.

Interno della casa di Giovanni Verga a Catania

Interno della casa di Giovanni Verga a Catania

Scendendo più a sud, sempre nella parte orientale dell’Isola, incontriamo Aci Trezza, a Catania, luogo legato per antonomasia ai Malavoglia di Verga, scrittore verista originario di Vizzini. Il Parco letterario dedicato allo scrittore si snoda lungo lo scenario suggestivo e mitologico della riviera dei Ciclopi, con i suoi tre caratteristici faraglioni, oggi scenario del rito “U pisci a mari”. Il percorso continua poi con il Castello Normanno e il paesino di Aci Trezza con i luoghi dei “Malavoglia”, la casa del nespolo, le viuzze, la piazza, la fontana, la chiesa. Infine, i luoghi della pellicola di Visconti “La terra trema” e l’ultimo percorso della barca Provvidenza, dal porto di Aci Trezza verso Capo Mulini e il fiume Aci.

Proseguiamo con il “Parco Letterario Elio Vittorini” a Siracusa. I luoghi vissuti e narrati dallo scrittore, sin dal suo “Conversazione in Sicilia”, un percorso fatto di sentimenti e di storia, seguendo vita e opere dell’autore: l’isola di Ortigia con i tesori del centro storico, la passeggiata al Ponte Umbertino, per arrivare alla scenografica Piazza Duomo dalla forma ellittica. E ancora, ilMuseo del Cinema, nel palazzo nobiliare Corpaci, dove vengono proiettati film ispirati ai suoi romanzi come “Uomini e no” di Valentino Orsini del 1980 con Flavio Bucci e Monica Guerritore.

Giù per Ragusa, incontriamo poi il “Parco Letterario Salvatore Quasimodo”, nato dall’idea di Alessandro Quasimodo, unico erede vivente dello scrittore modicano. Il Parco ha sede a Modica, nella casa museo intitolata a Quasimodo arricchita dalla “Quasimodoteca” sita sulla piazza principale della città: un percorso scenograficamente articolato attraverso pannelli che consentono una virtuale immersione nella poesia. Il tour Quasimodiano lega tra di loro tutte le località di ispirazione quasimodiana: Modica, Siracusa, l’Anapo, Roccalumera, Messina, Tindari, isole Eolie. Sono previste delle tappe ad Agrigento, Taormina, Palermo, Selinunte ed Erice.

Nell’entroterra siciliano, nella provincia di Enna si estende il “Parco Letterario Nino Savarese”, dedicato allo scrittore, saggista e poeta ennese. Il percorso parte da Enna, dalla Rocca di Cerere e dal Castello di Lombardia; si passa, poi, dalla valle-quartiere di Valverde, nella tradizione dimora di Demetra, sino ad arrivare alla torre di Federico. Scendendo per il centro storico, si passa per la chiesa Madre e i due musei, Alessi e Varisano. Poi si va per chiese, monasteri, palazzi antichi (Chiara monte, Pollicarini, Benedettini, Varisano) e così via, nel cuore della città. Di seguito incontriamo il villaggio Pergusa con il suo mitico lago, la zona di Grottacalda, Valguarnera e poi giù sino ad Aidone con gli scavi di Morgantina e Piazza Armerina.

Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia

Nel nisseno, impossibile non citare il “Parco Letterario Leonardo Sciascia”, immerso tra borghi silenziosi e zolfatare. Il Parco Letterario è suddivisibile in vari itinerari: un primo e generale itinerario è quello ferroviario. Si tratta di due percorsi, che congiungono, il primo, Caltanissetta, Racalmuto e Agrigento, percorrendo così il primo viaggio che fece Sciascia bambino; il secondo Villarosa, Imera, Caltanissetta Xirbi e Mimiani-San Cataldo, che attraversa i principali scali minerari del nisseno.

Casa natale di Luigi Pirandello ad Agrigento

Casa natale di Luigi Pirandello ad Agrigento

Grande maestro del Novecento e dell’umorismo “smascherato” fu poi Pirandello, la cui anima ancora riecheggia ad Agrigento. Cuore del parco la sua casa natale, sita in contrada Caos e divenuta casa-museo. A seguire, la memoria dello scrittore agrigentino si estende lungo la Passeggiata al Pino verso la tomba dell’autore, il teatro e la biblioteca a lui dedicati e Porto Empedocle.

Ultimo, il padre del Principe di Salina, Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il Parco Letterario intitolato allo scrittore, palermitano di nascita, comprende un vasto territorio della Sicilia occidentale che da Palermo, Villa Boscogrande, dove lo scrittore nacque e scrisse “Il Gattopardo”, bestseller del ’58, si estende a Santa Margherita di Belice nello splendido palazzo Filangeri Cutò, dove trascorse l’infanzia e a Palma di Montechiaro, feudo di famiglia.

Fonte: Balarm