COSi’ NON VALE

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La diffusione globale del gioco d’azzardo trova conferma nella stessa etimologia della parola “azzardo” che deriva dal francese “hasard” , una parola a sua volta di origine araba e derivante dal termine “az-zahr” che designava il “dado”, uno dei più antichi oggetti a cui si lega la tradizione del gioco sociale di scommessa.

L’azzardo legale produce un giro d’affari da ottantotto miliardi di euro e lo scorso anno ha portato nelle casse del Tesoro 8,8 miliardi. Un’entrata garantita dai gesti compulsivi di milioni di italiani (900mila dei quali clinicamente malati), che nel 2015 hanno versato 25 miliardi in slot machine, 22 miliardi in videolottery, 1 miliardo in scommesse virtuali, 1,5 miliardi nelle sale Bingo, 12,5 miliardi in «giochi di carte non a torneo» (in gran parte poker on line) e 7 miliardi al Lotto.

Questi sono solo dati. Freddi dati che danno l’esatta misura dell’enormità del problema.

Ma dietro i dati ci sono le persone. “COSI’ NON VALE” (Ed. della Goccia)  il nuovo libro di Claudio Secci scritto in collaborazione con la psicoterapeuta Eva Mazzupappa, pur essendo impeccabile dal punto di vista saggistico, ci ricorda proprio questo.
Sono le persone le vittime di questa follia. Sono donne e uomini, giovani e anziani, senza distinzioni territoriali o sociali.

L’interessante mix tra racconti (tre quelli di Claudio Secci) e interventi scientifici della dott.ssa Mazzupappa, fanno di questo libro un testo unico nel panorama saggistico che si occupa di questo problema.

Ma andiamo con ordine.

Claudio Secci. prolifico scrittore di talento, non è nuovo ad esperienze che coniugano letteratura e problemi sociali. Già lo scorso anno, con il libro “Dammi la Mano” aveva affrontato i temi del bullismo, in maniera chiara ed efficace.
Questa volta, attraverso tre racconti, riesce a entrare in empatia con lo spirito del giocatore d’azzardo complusivo e ce ne trasmette dei ritratti teneri e malinconici. Storie di vite spezzzate, di famiglie distrutte, di persone, appunto, che hanno buttato via la loro vita inseguendo il sogno di “dominare il caso”.
I personaggi dei racconti di Secci, di cui due sono donne, esprimono tutta la loro fragilità, tutto il loro bisogno di affermazione, e soprattutto, portano sulle loro spalle il peso di un giudizio sociale che spesso non si ferma a guardare oltre la superficie. Che sia una slot, una roulette o un semplice gratta e vinci il finale è sempre lo stesso. Si entra in un tunnel del quale non si riesce a vedere l’uscita e pur avendo la consapevolezza che si sta precipitando, si continua nella speranza che improvvisamente tutto cambi.
C’è sempre la speranza nei racconti di Claudio Secci però. La speranza di riuscire a “vincere” la mano più importante, quella in cui i personaggi riusciranno a riappropriarsi di se stessi e della propria vita.

Accanto a questi racconti gli interventi esplicativi della Dott. ssa Mazzupappa permettono al lettore non solo di capire profondamente i disagi dei personaggi dei racconti, ma anche di analizzare la propria situazione rispetto al gioco.

Il linguaggio è chiaro e immediatamente comprensibile. E il libro si legge d’un fiato.

Senza dubbio una lettura consigliata. Ai giovani, ma non solo. A chiunque abbia il dubbio che un familiare o un amico sia entrato in questo circolo vizioso. Il libro non sarà terapia ma aiuterà chi lo legge a capire più profondamente le dinamiche di una dipendenza che è stata definita “l’eroina del terzo millennio”.

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Le Rose di Eusebia

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Le Rose di Eusebia

Recensione di Melissa Biancamano

E’ un romanzo particolare quest’ultimo lavoro di Claudio Secci. “Le rose di Eusebia” edito da Montecovello, si presenta subito originale in quanto a struttura: l’intreccio di tre storie parallele che a prima vista nulla hanno in comune se non il luogo in cui si svolgono, il borgo d Buti, graziosa cittadina in provincia di Pisa.

Affrontando la lettura ci si trova alle prese con una sorta di romanzo storico che con dovizia di particolari, tutti storicamente esatti anche se romanzati, segno inconfondibile di un paziente lavoro di ricerca effettuato dall’autore, ci racconta la storia di un giardiniere perdutamente innamorato della cuoca. Sembra una qualsiasi storia d’amore, e invece no. Il sentimento si evince dai fatti narrati, il ritmo è quello di un romanzo d’azione più che di un romantic. La storia d’amore, seppure fondamentale nel romanzo stesso, diviene quasi il pretesto per una narrazione intrisa di thriller, mistero e qualche nota esoterica che non guasta. Il tutto con una parsimonia narrativa che non è facile trovare di questi tempi. Con un salto temporale di quasi tre secoli, ecco che “Le Rose di Eusebia” diviene quasi un real. raccontando al lettore il mondo confuso e corrotto di una starlet in cerca di gloria tra sfilate e passaggi tv e quello precario e disilluso di un giovane freestyler in cerca di lavoro. E’ un immergersi nella realtà quotidiana che potrebbe appartenere ad ognuno di noi, ad un figlio, ad un’amica, al vicino di casa. L’autore ci propone i suoi personaggi con un tono familiare e benevolo, cercandone le qualità umane al di là di ogni finzione che la loro stessa vita impone ad entrambi. Scopriamo così un mondo post adolescenziale (i due protagonisti hanno poco più di vent’anni) che quasi si rifiuta di confrontarsi con un mondo adulto che non lo accoglie e non ne capisce le esigenze. Famiglie tradizionali che vedono nei loro figli dei fallimenti propri, che non capiscono il loro bisogno di emergere, di essere unici, di uscire dal branco. Un mondo diverso da quello dove si muove Coluccio, il giardiniere della Villa di Buti, protagonista della parte “storica” del racconto. Il mondo di Coluccio è un mondo semplice, fatto di gerarchie sociali, dove ognuno ha ben chiaro il suo ruolo e non pensa minimamente a modificarlo. Se non per un istinto naturale d’amore. Infatti Il giardiniere, ligio al dovere e sempre disponibile e riconoscente al padrone, inizia a desiderare una vita diversa innamorandosi di Eusebia. Ma la propria vita non può essere cambiata e di questo dovrà purtroppo prenderne atto con estrema sofferenza. Ci penseranno tre secoli dopo i ragazzi di Buti, a rendere giustizia a Coluccio ed Eusebia. Come? Questo fa parte del mistero del libro e bisognerà leggerlo per scoprirlo.

Stilisticamente l’intreccio delle storie è ottenuto con un’originale progredire della trama che mette sullo stesso piano tutti e tre i protagonisti. La progressione temporale non è unitaria. I tre racconti, possiamo dire le tre vite, si intrecciano procedendo ognuna singolarmente per poi fondersi alla fine del libro. Di ognuna delle tre storie potrebbe essere ricavato un romanzo a se tanto sono ben definiti ambienti, personaggi e situazioni. Anche il ritmo e lo stile di scrittura cambia e si modifica in base al racconto affrontato, per cui accanto ad un dialogo ossequioso e datato, che usa termini a volte dialettali e arcaici (Coluccio), troviamo lo slang giovanile del freestyler e i dialoghi esageratamente finti del mondo patinato della moda, costruiti con grande abilità dall’autore a sottolineare la mancanza di valori e profondità.

In generale “Le Rose di Eusebia” è un libro difficile da dimenticare dopo averlo letto. Tutti e tre i protagonisti ci restano nel cuore e quasi vorremmo leggerne un seguito, per continuare a conoscere la vita di quelli che, non appena riposto il libro nello scaffale, resteranno come amici di cui raccontare.

Melissa Biancamano per Scrittura e Scrittori blog

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BiografiaClaudio Secci è nato a Torino nel 1979. Un’adolescenza molto travagliata fatta di cambi di residenza continui lo porta presto a confrontarsi con un periodo di crisi esistenziale e di disagio sociale, che lo ispira per il suo primo romanzo saggistico, stilato nel ’98 ma poi pubblicato soltanto nel 2010, dal titolo “Il profumo del sentimento”. Da quel momento la produzione letteraria di Claudio viaggia a ritmi incessanti, con un libro pubblicato all’anno, nonostante la sua professione abituale sia quella dell’informatico. Claudio abita attualmente a Torino ed è sposato con Francesca da quattro anni. Da allora, rende noti tutti i suoi scritti tenuti nel cassetto o di nuova concezione con dei volumi innovativi per genere e stile, di grande immediato successo. Con “Le rose di Eusebia” Claudio giunge così alla sua quinta pubblicazione, orientata come per gli altri suoi componimenti verso la ricerca di una nuova forma di comunicazione e di quel romanzo che riesce a vincere le ristrettezze della pagina e a coinvolgere il lettore in una rocambolesca avventura sensoriale.

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Il Libro: Le Rose di Eusebia

Montecovello 2014

pag. 314

             ISBN 9788837335435