A piedi nudi

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L’adolescenza è un periodo difficile, un periodo di grandi cambiamenti, un periodo in cui si cercano certezze e punti di riferimento. Gisèle, la protagonista di questo ultimo lavoro di Claudio Secci è un’adolescente difficile. Un’adolescente che si affaccia all’età adulta avendo già sulle spalle il peso di una vita che con lei non è stata tenera. Chiusa nel suo mutismo Gisèle sembra rifiutare ciò che ha intorno, sembra rifiutare sia il passato che il futuro. Una madre suicida, la morte del padre per un malore mentre era in macchina con lei. Fardelli enormi per spalle ancora tanto giovani. La ragazza reagisce chiudendosi in un mutismo disperato e mantenendo il contatto con la realtà grazie ai suoi piedi nudi a contatto con la terra. Un bisogno di concretezza. Un bisogno di attingere alla vita in un modo personale e fuori da consueti schemi. Fuori da ogni convenzione come lei stessa si sente fuori dalla routine normale degli altri adolescenti della sua età.

Gisèle vive la sua solitudine e la sua ribellione in un ambiente protetto che si rivela carico di pericoli. Il lavoro di Secci ben delinea questa figura fragile e volitiva, spaventata eppure coraggiosa. E la innalza a protagonista assoluta di un romanzo che si rivela un thriller carico di suspense e colpi di scena. Una ragazza con una sensibilità non comune, una ragazza curiosa che si troverà al centro di un fitto mistero che le aprirà un nuovo orizzonte rispetto alla sua stessa vita.

Fin qui, a grandi linee, il soggetto. Ma il lavoro di Secci è molto, molto di più. Non si limita a raccontare una storia, seppur magistralmente. Va oltre. Delinea un carattere, un mondo, un’età. Non anagrafica ma interiore. Gisèle è sì un’adolescente ma è quella parte irrisolta di noi, quell’oscuro angolo pieno di incertezze e di paure. Ed è anche il coraggio di superarsi, di andare avanti, di correre “pericoli”.

Con una scrittura fluida e adeguata a personaggi e situazioni, Secci ci pone davanti a un “noi stessi” che forse troppe volte mortifichiamo in un oblio da sopravvivenza, per poi riapparire quando non siamo più tanto forti, tanto temerari, tanto puri da poter affrontare inadeguatezze e paure.

Una lettura “tutta d’un fiato”  a primo impatto, ma che consiglio vivamente di ripetere una seconda volta  per scoprire metafore, simboli, assonanze e il senso nascosto della nostra umanità piena di dubbi e di paure ma anche in grado di superare coraggiosamente i propri limiti.

Maria Elisa Muglia

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